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Progetto “Un amore contagioso”

Un contagioso amore per la vita…
sono felice

Destinatari

Classi 4A e 4B della Scuola Primaria di Prati di Vezzano; classe 3B della Scuola Secondaria di Primo Grado di Prati di Vezzano.

Risorse umane

Referente coordinatore: Roberta Cantoni, in collaborazione con l’ equipe di docenti che lavorano sulle classi (Patrizia Arpe, Laura Cento, Monica Destri, Carmela Perna, Elisa Scandurra, Egildo Simeone).

Ente

Istituto Comprensivo di Vezzano Ligure sezione Prati.

Tempi di svolgimento

Anno scolastico 2009-2010.

Perchè un progetto sulle diversità e sulle emozioni

Le ragioni per cui si è deciso di avviare il progetto rispondono sostanzialmente al desiderio di offrire ai ragazzi dentro la scuola occasioni per accrescere l’auto-consapevolezza di sé, la capacità di entrare in relazione anche su tematiche personali, la necessità di far maturare in loro un diverso atteggiamento mentale nei confronti dell’altro, del diverso da sé, di far crescere una solidarietà nuova, motivata e consapevole, fondata sulla conoscenza dei problemi e non solamente su premesse astratte, su un generico appello ai “buoni sentimenti”.
Si vuole quindi offrire la possibilità di sperimentare percorsi educativo-didattici, in cui la “diversità” venga valorizzata non solo come tratto distintivo di poche persone, ma soprattutto come caratteristica di ogni singolo alunno, in quanto portatore di vissuti emotivi e di significati espressivi.
Il non-giudizio e la legittimazione costituiscono a nostro avviso la premessa migliore per promuovere l’autoconsapevolezza di sé e dei propri vissuti. Lo scambio con l’altro costituisce sempre un’esperienza umanamente ricca che coltiva nel ragazzo la speranza e riflettere sulla diversità significa conoscere, apprezzare, valorizzare e arricchire le specifiche caratteristiche dell’alunno con cui progettiamo e lavoriamo.
Da alcuni anni nella scuola si è sviluppata una grande attenzione alle dimensioni affettive ed emotive; quindi poter consentire ai bambini e ai ragazzi di conoscere e riconoscere le proprie emozioni, di esserne consapevoli, di esprimerle e viverle senza esserne sopraffatti, consente di sviluppare le proprie capacità e la propria libertà, favorisce la possibilità di stare in un gruppo sperimentando dimensioni di vicinanza e condivisione, potenzia la disponibilità ad aprirsi all’altro. La ricerca scientifica in ambito pedagogico sta sottolineando in modo sempre più forte come sia necessario riattivare i processi di cura delle emozioni nei bambini e nei ragazzi proprio in un mondo mediatico in cui le emozioni sono sulla bocca di tutti, sono il tramite per “accalappiare” potenziali acquirenti e spettatori, sono l’oggetto principe di un nuovo voyeurismo che ha un bisogno vorace di conoscere cosa l’altro ha di nascosto, di intimo. Le emozioni sono ciò che si “muove dentro”, ma anche ciò che “ci muove a…”, ciò che ci dà la motivazione per agire, per incontrare, per apprendere… per essere. È proprio in relazione a questa consapevolezza oggi riscoperta e nuovamente approfondita e al contesto che sopravvalutando o svalutando il mondo emotivo (nel senso più vero e profondo) che nasce la necessità di una educazione emotiva, in alcuni casi addirittura di una preliminare “alfabetizzazione” emotiva, per offrire a bambini e ragazzi gli strumenti per vivere bene il loro essere persone, emotive.

Le finalità

  • Conoscere, riconoscere, accettare se stessi e gli altri attraverso la consapevolezza che la diversità è un valore arricchente.
  • modificare atteggiamenti per interagire nella società, rimettendo in discussione le proprie categorie mentali. “Rifiutare” gli atteggiamenti di intolleranza nei confronti dell’ altro e del “diverso”.
  • saper collaborare con l’altro valorizzando le risorse individuali.
  • stimolare alla riflessione su pensieri relativi alle emozioni, amicizia, amore, diversità, handicap, distacco.
  • favorire l’utilizzo di una modalità di comunicazione attraverso pensieri positivi.
  • comprendere i meccanismi di formazione di stereotipi, pregiudizi e superare tali ostacoli, sviluppando la capacità di sapersi decentrare e di guardare le situazioni da punti di vista diversi.
  • favorire negli alunni lo sviluppo di una situazione di “benessere” a livello emotivo.
  • far sperimentare quanto il modo di pensare influisca sul modo di sentirsi e di comportarsi.
  • accrescere la consapevolezza di sé e del proprio mondo interno.
  • sviluppare la capacità di trovare soluzioni diverse (“problem solving”).

Metodo

Definizione e discussione in classe dei concetti di diversità, stereotipo, pregiudizio, discriminazione, emozioni, amicizia, amore, handicap, distacco.. attraverso lezioni frontali/compresenze. Discussione sugli stereotipi che hanno gli adulti rispetto ai bambini e sugli stereotipi che hanno i bambini rispetto agli adulti, ai genitori, agli anziani, alle bambine, alle donne, ai gruppi sociali……”ai diversi”. Verranno letti e analizzati, per entrambi gli ordini di scuola, alcuni passi de “Il libro di Alice” di Alice Sturiale.  Attraverso le pagine del libro, si ripercorrerà la vita quotidiana di Alice, una ragazzina dodicenne che vede il mondo dalla carrozzina e vive i suoi sentimenti, le sue emozioni, i suoi affetti, i suoi conflitti, come una persona qualsiasi della sua età. Ci sarà l’apertura delle classi in verticale con produzione di materiale vario da parte degli alunni (temi, disegni, cartelloni, questionari, poesie, musiche….), da cui individuare i percorsi specifici in modo da avere un’immagine equilibrata e realistica degli “altri”, favorendo l’ esperienza “empatica” (disponibiltà di conoscenza e disponibilità emotiva), cioè acquisizione della capacità di immedesimarsi nell’altro: il “gioco delle parti”. Infine, coinvolgimento dei genitori per conoscenza del lavoro in itinere e affinchè gli alunni si pongano come agenti di cambiamento verso se stessi e l’altro.

Sviluppi

Costruzione di una sceneggiatura per un video e produzione di un libricino che raccolga i lavori svolti dagli alunni.

Cooperazione tra educatori

Scambio di conoscenze tra insegnanti di diverse discipline.

Verifiche

  • osservazione dei comportamenti sociali degli alunni in situazione (capacità di mediare situazioni di conflitto, di esprimere i propri punti di vista, di accettare il punto di vista altrui nelle discussioni, di relativizzare le proprie certezze, di superare atteggiamenti di intolleranza nei confronti del ” diverso “, di sviluppare l’empatia nei confronti dell’altro,….).
  • prove oggettive per la verifica degli apprendimenti disciplinari.
  • discussioni/dialoghi.
  • relazioni.
  • riflessioni personali sulle “fonti” di vario tipo.
  • stesura di lettere, poesie, temi, musiche, disegni.
  • elaborazione dei lavori al computer.

Valutazione

  • sommativa e formativa, in relazione alle discipline.
  • feedback della progettualità in relazione alla qualità degli obiettivi raggiunti (o non raggiunti).

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